Il primo tiranno pare sia stato PANEZIO di Leontinoi (608 a.C.).
Più celebre fu FALARIDE di Agrigento. Anche a Gela CLEANDRO si fece signore e dopo sette anni,ucciso, gli successe il fratello IPPOCRATE.
TERILLO lo fu di Imera e PITAGORA di Selinunte.
Prima SCHITE a Zancle e poi ANASSILLA, signore di Reggio che la occupò e mutò il nome di Zancle in Messana , mentre Siracusa ,soggiogata CAMARINA ed esteso il suo dominio fino ai confini di Gela, combatté e fu sconfitta da Ippocrate,reduce da un tradimento nei confronti di Schite.
Ippocrate si contentò di avere ceduta Camarina ,dove morì dopo sette anni di signoria ,lasciando due figli EUCLIDE e LEANDRO,ancor giovani;onde fu facile a GELONE,uno dei suoi fedeli ,di impadronirsi del potere.
Gelone continuò la politica espansionistica di Ippocrate e le discordie interne a Siracusa ne facilitarono l’ascesa. Difatti il popolo siracusano si ribellò contro i GAMORI scacciandoli dalla città. Questi trovarono rifugio a Casmene ed invocarono l’aiuto di Gelone che intervenne dichiarandosi difensore del popolo,che gli aprì le porte della città. Lui vi entrò alla testa dei Gamori ma da signore (485 a.C.).
Così cessò la libertà siracusana.
Gelone favorì effettivamente il popolo ,ingrandendo Siracusa e popolandola con altre genti tra cui quelli di Gela e di Camarina che distrusse.
Ai due quartieri di Ortigia e di Acradina si aggiunsero Tiche e Neapolis .Oltre questi accrescimenti fece costruire una potente flotta che diede fama a lui ed importanza a Siracusa.
A tal punto che TERONE,tiranno di Agrigento ,diede la figlia DAMARETE in sposa a Gelone.
Lo stesso Terone,entrato in conflitto con TERILLO,tiranno di Imera,lo scacciò dalla cittadina occupandola. Terillo si rivolse in soccorso al genero Anassilla che stimandosi debole chiese ed ottenne l’aiuto dei Cartaginesi.
Così inizia il lungo e formidabile duello fra i Greci ed i Cartaginesi ,che protrattosi per secoli,si chiuse con la conquista romana.
I Cartaginesi raccolsero un esercito forte di 300.000 uomini ed una flotta di 200 navi da battaglia e 300 onerarie sbarcando a PANORMO sotto il comando di AMILCARE.
Nel frattempo Terone,chiuso ad Imera, sollecitava Gelone a soccorrerlo. Gelone rispose accorrendo con 50.000 fanti e 5000 cavalli. I due eserciti si disposero sulle sponde opposte del Fiume Freddo. Gelone, con uno stratagemma mandò la cavalleria nel campo avversario incendiando improvvisamente la flotta avversaria, mentre con l’esercito affrontò i Cartaginesi sconfiggendoli dopo una orrenda mischia. Amilcare fu ucciso, seimila soldati rimasero sul campo;i superstiti si ritirarono sulla vicina montagna di S.Calogero,dove,rimasti senza acqua si arresero. Altri salirono sulle navi rimaste ma furono sommersi da una tempesta.
Della poderosa flotta solo una nave portò a Cartagine la spaventosa notizia.
Gelone concesse la pace senza abusare della vittoria. Cartagine grata della mitezza dei patti ,offerse a Damarete una corona d’oro di gran valore.
La battaglia d’Imera (480 a.C.) è uno spartiacque storico poiché gli effetti furono grandi:Gelone consolidò la sua signoria,Siracusa acquistò incontrastata egemonia su tutte le città siceliote e divenne il cuore e la mente della Sicilia.
Sembra che Gelone abbia esteso la sua influenza anche tra le città della Magna Grecia e che abbia avuto relazione con Roma ,che gli mandò ambasciatori.
Ha inizio un lungo periodo di tregua che consente a Gelone di continuare innanzitutto la costruzione delle difese di Siracusa e di erigere ,a ricordo della vittoria d’Imera ,il tempio di Atena nel punto più alto di Ortigia e la sua tomba sepolcrale nelle vicinanze dell’Olympeion.Eresse anche i templi di Demetra e Core ed altro voleva costruire sull’Etna.
Ma la morte lo colse nel 478 a.C. Il popolo gli tributò onori e testimonianze di affetto accompagnandone la salma fuori le mura fino alla tomba che ornò di nove torri.
Marcello Lo Iacono.
Benvenuti
Siamo lieti di presentarvi il Blog ufficiale dell' associazione Mary Astell ,dove condivideremo con voi le idee, i pensieri e l'organizzazione di eventi per rendere migliore la nostra città...Proviamoci insieme!
venerdì 15 marzo 2013
sabato 9 marzo 2013
“MASTERCHEF”… NO GRAZIE!
Ho seguito con grande interesse ed entusiasmo le due edizioni del fortunato reality dal titolo Masterchef, in onda su un canale di SKY. Guardavo con ammirazione i partecipanti, dilettanti ma aspiranti cuochi professionisti, affrontare senza esitazione stressanti prove, nelle quali dovevano preparare, spesso in pochissimo tempo, deliziose e complesse portate degne dei ristoranti più rinomati. Ma devo ammettere che nel corso delle varie puntate, non solo non ho mai sognato di essere al loro posto, ma non mi è neanche balenata l’idea di provare a cucinare una di quelle succulente ricette. Al contrario, avrei tanto gradito poterle assaggiare!
Ebbene si, ammetto con grande sincerità che appartengo a quella categoria di donne, forse neanche tanto piccola, a cui non piace cucinare e se lo fanno è perché costrette dalle circostanze. Credo di essere l’esempio concreto che il binomio donna-mamma non sempre si sposa con l’appellativo “regina dei fornelli”. Nei primi anni di matrimonio, quando ancora vivevo a Milano, mio marito mi aveva affettuosamente soprannominata “quattro cucchiai d’olio”, che erano la base dei piatti pronti surgelati, di cui facevo largo uso. Ma Milano è una città frenetica, la patria dell’aperitivo e dei pasti veloci, per cui la situazione era del tutto normale. Tornata a Siracusa, soprattutto dopo la nascita dei miei figli, ho dovuto chiaramente modificare le mie abitudini ma non nascondo che cucinare, e principalmente la scelta di cosa preparare, mi mette in crisi! Vi siete mai chiesti perché i più grandi cuochi son quasi sempre uomini? Io credo che la ragione risieda nel fatto che per l’uomo l’approccio alla cucina è di puro svago, legato ad una passione e vissuto, nella maggioranza dei casi, come semplice hobby. Al contrario, il ruolo di moglie e mamma presuppone la quotidiana preparazione dei pasti principali, con la conseguente necessità di “spremersi” letteralmente le meningi per offrire ogni giorno piatti variegati e sfiziosi per mariti esigenti e figli schizzinosi. Se alla base manca la passione, diventa un vero problema. Personalmente mi dedico alla cucina, ma con piatti semplici; ai miei figli non faccio mai mancare le verdure e spesso torte e ciambelle casalinghe, ma sono un’abitudinaria, conosco poche ricette e non amo sperimentare o cimentarmi in cose che mi sembrano complicate; ad esempio, non ho mai fatto il ragù e credo che forse mai lo farò nella mia vita. Ma non nascondo che la cosa mi crea spesso imbarazzo. Le mie amiche sono bravissime in cucina e quando ci riuniamo per pranzi o cene, secondo la formula “ognuno porta qualcosa”, io entro in paranoia e non so mai cosa preparare. Loro, che ormai mi conoscono, mi agevolano assegnandomi spesso il compito di portare i salumi o il gelato. Qualche volta è capitato che anch’io portassi qualcosa da me cucinato ma, di fronte alla bontà dei loro piatti, nella maggior parte dei casi il mio è ritornato a casa quasi intatto. Che frustrazione…. era meglio il gelato! A tutte le mamme che hanno il mio stesso “problema” consiglio di acquistare uno dei libri scritti da Benedetta Parodi (le ricette si trovano anche su internet), che propone piatti gustosi ma molto veloci e facili da preparare , adatti anche alle più incapaci. Io ho il primo volume dal titolo “Cotto e Mangiato”, che ormai è diventato la mia bibbia. Dedicato a mio marito e alle mie care amiche che mi accettano per quella che sono.
Carla Bramanti
Ebbene si, ammetto con grande sincerità che appartengo a quella categoria di donne, forse neanche tanto piccola, a cui non piace cucinare e se lo fanno è perché costrette dalle circostanze. Credo di essere l’esempio concreto che il binomio donna-mamma non sempre si sposa con l’appellativo “regina dei fornelli”. Nei primi anni di matrimonio, quando ancora vivevo a Milano, mio marito mi aveva affettuosamente soprannominata “quattro cucchiai d’olio”, che erano la base dei piatti pronti surgelati, di cui facevo largo uso. Ma Milano è una città frenetica, la patria dell’aperitivo e dei pasti veloci, per cui la situazione era del tutto normale. Tornata a Siracusa, soprattutto dopo la nascita dei miei figli, ho dovuto chiaramente modificare le mie abitudini ma non nascondo che cucinare, e principalmente la scelta di cosa preparare, mi mette in crisi! Vi siete mai chiesti perché i più grandi cuochi son quasi sempre uomini? Io credo che la ragione risieda nel fatto che per l’uomo l’approccio alla cucina è di puro svago, legato ad una passione e vissuto, nella maggioranza dei casi, come semplice hobby. Al contrario, il ruolo di moglie e mamma presuppone la quotidiana preparazione dei pasti principali, con la conseguente necessità di “spremersi” letteralmente le meningi per offrire ogni giorno piatti variegati e sfiziosi per mariti esigenti e figli schizzinosi. Se alla base manca la passione, diventa un vero problema. Personalmente mi dedico alla cucina, ma con piatti semplici; ai miei figli non faccio mai mancare le verdure e spesso torte e ciambelle casalinghe, ma sono un’abitudinaria, conosco poche ricette e non amo sperimentare o cimentarmi in cose che mi sembrano complicate; ad esempio, non ho mai fatto il ragù e credo che forse mai lo farò nella mia vita. Ma non nascondo che la cosa mi crea spesso imbarazzo. Le mie amiche sono bravissime in cucina e quando ci riuniamo per pranzi o cene, secondo la formula “ognuno porta qualcosa”, io entro in paranoia e non so mai cosa preparare. Loro, che ormai mi conoscono, mi agevolano assegnandomi spesso il compito di portare i salumi o il gelato. Qualche volta è capitato che anch’io portassi qualcosa da me cucinato ma, di fronte alla bontà dei loro piatti, nella maggior parte dei casi il mio è ritornato a casa quasi intatto. Che frustrazione…. era meglio il gelato! A tutte le mamme che hanno il mio stesso “problema” consiglio di acquistare uno dei libri scritti da Benedetta Parodi (le ricette si trovano anche su internet), che propone piatti gustosi ma molto veloci e facili da preparare , adatti anche alle più incapaci. Io ho il primo volume dal titolo “Cotto e Mangiato”, che ormai è diventato la mia bibbia. Dedicato a mio marito e alle mie care amiche che mi accettano per quella che sono.
Carla Bramanti
venerdì 8 marzo 2013
Festa della Donna!
martedì 5 marzo 2013
Orgoglio Italiano:Rita Levi Montalcini
Nata a Torino nel 1909, si laureò in Medicina presso l’Istituto di Anatomia Umana della stessa Università. Fin dai primi anni universitari si dedicò agli studi sul sistema nervoso. Donna ebrea perseguitata dal fascismo ,a seguito della promulgazione delle leggi razziali, ha proseguito le sue ricerche sui processi del differenziamento del sistema nervoso in Belgio (1938).
Nel 1951 si recò in Brasile per poter eseguire gli esperimenti di colture in vitro presso l’Istituto di Biofisica dell’Università di Rio de Janeiro, dove, nel dicembre dello stesso anno, tali ricerche le consentirono di identificare il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, noto con l’acronimo NGF).
Questa scoperta le valse, nel 1986, il Premio Nobel per la Medicina. all’età di 77 anni. Stabilitasi definitivamente in Italia, nel 1969, assunse la direzione dell’Istituto di Biologia Cellulare del CNR a Roma fino al 1989. Nel luglio del 1992 costituì con la sorella, Paola Levi-Montalcini, la Fondazione Levi-Montalcini Onlus, in memoria del padre Adamo Levi, con il motto “Il futuro ai giovani” allo scopo di favorire l’orientamento allo studio e al lavoro delle nuove generazioni e per andare in aiuto alle giovani donne dei paesi dell’Africa nel sostegno all’istruzione a tutti i livelli. Dal 1993 al 1998 presiedette l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Diventò membro delle più prestigiose accademie scientifiche nazionali e internazionali e presidente onorario dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Fu, inoltre, la prima donna a essere stata ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 2001 fu nominata senatrice a vita, dall'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che la scelse per i suoi meriti sociali e scientifici. Nel 2005 costituì l’Istituto Europeo di Ricerche sul Cervello, con l’acronimo EBRI (European Brain Research Institute), del quale divenne presidente, che si propone di svolgere attività di ricerca nel campo delle neuroscienze.
Amava ripetere: “ Se morissi domani o tra un anno, sarebbe lo stesso: quel che conta è il messaggio che lasci dietro di te. È il solo modo affinché il nostro passaggio sulla Terra non si esaurisca in un grande nulla”.
Rita Levi Montalcini continuò a studiare, fino alla fine. Secondo fonti vicine alla famiglia, la senatrice a vita lavorò ai suoi studi fino alla sera prima della sua morte. Il premio Nobel per la medicina continuò dunque le sue ricerche fino all'ultimo giorno. Si spense il 30/12/2012 nella sua abitazione di Roma, aveva 103 anni.
L’associazione Mary Astell vuole onorare, con questo articolo, il ricordo di una personalità straordinaria, una grande donna italiana che nella sua lunghissima splendida vita ha mostrato impegno, forza, tenacia e ingegno eccezionali.
È stata una donna che ha testimoniato la sua passione per la scienza ed è stata educatrice delle giovani generazioni, credendo fermamente nella trasmissione del sapere. Rita, personalità destinata a rimanere scolpita nella storia che lascia un segno inconfondibile in tutto il mondo del genio femminile.
La ricorderemo non solo per i suoi successi, il suo instancabile lavoro, ma anche per la sua autentica passione civile, l'amore per la democrazia e le tante battaglie per la promozione della dignità della donna, i diritti umani, la giustizia, la pace.
Alessandra Santorino
Nel 1951 si recò in Brasile per poter eseguire gli esperimenti di colture in vitro presso l’Istituto di Biofisica dell’Università di Rio de Janeiro, dove, nel dicembre dello stesso anno, tali ricerche le consentirono di identificare il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, noto con l’acronimo NGF).
Questa scoperta le valse, nel 1986, il Premio Nobel per la Medicina. all’età di 77 anni. Stabilitasi definitivamente in Italia, nel 1969, assunse la direzione dell’Istituto di Biologia Cellulare del CNR a Roma fino al 1989. Nel luglio del 1992 costituì con la sorella, Paola Levi-Montalcini, la Fondazione Levi-Montalcini Onlus, in memoria del padre Adamo Levi, con il motto “Il futuro ai giovani” allo scopo di favorire l’orientamento allo studio e al lavoro delle nuove generazioni e per andare in aiuto alle giovani donne dei paesi dell’Africa nel sostegno all’istruzione a tutti i livelli. Dal 1993 al 1998 presiedette l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Diventò membro delle più prestigiose accademie scientifiche nazionali e internazionali e presidente onorario dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Fu, inoltre, la prima donna a essere stata ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 2001 fu nominata senatrice a vita, dall'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che la scelse per i suoi meriti sociali e scientifici. Nel 2005 costituì l’Istituto Europeo di Ricerche sul Cervello, con l’acronimo EBRI (European Brain Research Institute), del quale divenne presidente, che si propone di svolgere attività di ricerca nel campo delle neuroscienze.Amava ripetere: “ Se morissi domani o tra un anno, sarebbe lo stesso: quel che conta è il messaggio che lasci dietro di te. È il solo modo affinché il nostro passaggio sulla Terra non si esaurisca in un grande nulla”.
Rita Levi Montalcini continuò a studiare, fino alla fine. Secondo fonti vicine alla famiglia, la senatrice a vita lavorò ai suoi studi fino alla sera prima della sua morte. Il premio Nobel per la medicina continuò dunque le sue ricerche fino all'ultimo giorno. Si spense il 30/12/2012 nella sua abitazione di Roma, aveva 103 anni.
L’associazione Mary Astell vuole onorare, con questo articolo, il ricordo di una personalità straordinaria, una grande donna italiana che nella sua lunghissima splendida vita ha mostrato impegno, forza, tenacia e ingegno eccezionali.
È stata una donna che ha testimoniato la sua passione per la scienza ed è stata educatrice delle giovani generazioni, credendo fermamente nella trasmissione del sapere. Rita, personalità destinata a rimanere scolpita nella storia che lascia un segno inconfondibile in tutto il mondo del genio femminile.
La ricorderemo non solo per i suoi successi, il suo instancabile lavoro, ma anche per la sua autentica passione civile, l'amore per la democrazia e le tante battaglie per la promozione della dignità della donna, i diritti umani, la giustizia, la pace.
Alessandra Santorino
mercoledì 13 febbraio 2013
Un cuore intinto nel cioccolato!
Se è vero che i cibi più buoni sono anche quelli più pericolosi per la salute, il cioccolato sembra essere la classica eccezione che conferma la regola, o almeno in parte.
Non a caso, il cioccolato fondente rappresenta una delle più generose fonti alimentari di flavonoidi, rinomati antiossidanti. Tanto maggiore è la percentuale di cacao nell'amata tavoletta e tanto superiore è la presenza di flavonoidi. In media, 100 grammi di fondente ne contengono 50-60 mg, mentre in un'analoga quantità di cioccolato al latte ne ritroviamo soltanto una decina di mg.
Ma perché i flavonoidi del cioccolato sono così importanti per la nostra salute? Questi antiossidanti naturali limitano gli effetti negativi associati ad elevati livelli di colesterolo.
Così facendo, i flavonoidi proteggono le arterie dai danni dell'aterosclerosi e prevengono malattie cardiovascolari come l'infarto e l'ictus. Il consumo quotidiano di piccole quantità di cioccolato fondente è inoltre in grado di abbassare lievemente la pressione arteriosa.
Nonostante questo alimento sia ricco di sostanze importanti per la nostra salute, è comunque necessario non lasciarsi prendere da un eccessivo entusiasmo nei suoi confronti. I flavonoidi, infatti, non cancellano grassi e calorie, che nel cioccolato la fanno da padrone. Nonostante tutto, i trigliceridi contenuti nel cioccolato fondente di qualità non sono poi così malvagi. Essi, infatti, contengono approssimativamente un 33% di acido oleico, un 33% di acido stearico ed un 33% di palmitico.
Il vero problema è dato dalle calorie: l'eccesso, come tutti sanno, si associa al sovrappeso, che a sua volta è implicato nell'insorgenza di un numero impressionante di patologie.
Dunque, cioccolato sì, ma con moderazione.
Il cioccolato viene spesso escluso dalle diete mirate al trattamento del mal di testa in quanto contiene tiramina, feniletilamina e favorisce la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore eccitatorio che, se presente in difetto, è causa di cali patologici dell'umore (ecco spiegato l'effetto antidepressivo del cioccolato), mentre se presente in eccesso si accompagna ad emicrania.
Il cioccolato è tradizionalmente un dono d' amore; assieme alle rose è considerato come il più importante dono romantico. Ma, è veramente un afrodisiaco? Secondo alcune prove, si. Il cioccolato contiene tre sostanze che potrebbero giustificare ciò: caffeina, teobromina e feniletilamina,sopra citati. La caffeina agisce come uno stimolante. La teobromina stimola i muscoli cardiaci ed il sistema nervoso. La feniletilamina è considerata una sostanza che migliora lo stato d'animo e che funge anche da anti-depressivo.La combinazione di queste tre sostanze fornisce più energia, accelera il battito cardiaco e rende la persona un po' più eccitata. Domani sarà San Valentino,la festa degli innamorati,quindi perchè non tentare il vostro partner prendendolo per la gola?
E quale miglior ricetta di un sufflè al cuore di cioccolato fondente?
Ingredienti 50 g di cioccolato fondente, 150 g di burro,100 g di zucchero, 40 g di farina 00, 3-4 biscotti secchi sbriciolati finemente, 3 uova, 100 g di lamponi, zucchero a velo ,1 pizzico di sale.
Disponi il cioccolato sul tagliere e, partendo da uno spigolo, taglialo a scaglie con un coltello.
Disponilo nella ciotola o nel pentolino con 140 g di burro molto morbido tagliato a pezzi e lo zucchero. Immergi la ciotola o il pentolino all'interno della casseruola con acqua in leggera ebollizione e fai sciogliere gli ingredienti a bagnomaria, mescolando in continuazione.
Lascia intipepidire il cioccolato fuso, aggiungi le uova, 1 alla volta, 30 g di farina setacciata e un pizzico di sale. Mescola gli ingredienti con una spatola o con un cucchiaio di legno, in modo da ottenere un composto ben omogeneo. Imburra gli stampini con il burro rimasto e spolverizzali con pangrattato o con biscotti sbriciolati. Suddividi il composto di cioccolato negli stampini, aiutandoti con un mestolino. Coprili con un foglio di alluminio e mettili in freezer per 2 ore, in modo che il composto si congeli. Elimina l'alluminio, trasferisci gli stampini in forno già caldo a 220°C e cuoci per 15-16 minuti. Sforma subito i dolcetti nei piatti individuali e spolverizzali con poco zucchero a velo, fatto cadere attraverso un colino a maglie fitte. Suddividi nei piatti i lamponi lavati e asciugati e servi.
BUON APPETITO.
Mariapia Randazzo
Così facendo, i flavonoidi proteggono le arterie dai danni dell'aterosclerosi e prevengono malattie cardiovascolari come l'infarto e l'ictus. Il consumo quotidiano di piccole quantità di cioccolato fondente è inoltre in grado di abbassare lievemente la pressione arteriosa.
Nonostante questo alimento sia ricco di sostanze importanti per la nostra salute, è comunque necessario non lasciarsi prendere da un eccessivo entusiasmo nei suoi confronti. I flavonoidi, infatti, non cancellano grassi e calorie, che nel cioccolato la fanno da padrone. Nonostante tutto, i trigliceridi contenuti nel cioccolato fondente di qualità non sono poi così malvagi. Essi, infatti, contengono approssimativamente un 33% di acido oleico, un 33% di acido stearico ed un 33% di palmitico.
Il vero problema è dato dalle calorie: l'eccesso, come tutti sanno, si associa al sovrappeso, che a sua volta è implicato nell'insorgenza di un numero impressionante di patologie.
Dunque, cioccolato sì, ma con moderazione.
Il cioccolato viene spesso escluso dalle diete mirate al trattamento del mal di testa in quanto contiene tiramina, feniletilamina e favorisce la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore eccitatorio che, se presente in difetto, è causa di cali patologici dell'umore (ecco spiegato l'effetto antidepressivo del cioccolato), mentre se presente in eccesso si accompagna ad emicrania. Il cioccolato è tradizionalmente un dono d' amore; assieme alle rose è considerato come il più importante dono romantico. Ma, è veramente un afrodisiaco? Secondo alcune prove, si. Il cioccolato contiene tre sostanze che potrebbero giustificare ciò: caffeina, teobromina e feniletilamina,sopra citati. La caffeina agisce come uno stimolante. La teobromina stimola i muscoli cardiaci ed il sistema nervoso. La feniletilamina è considerata una sostanza che migliora lo stato d'animo e che funge anche da anti-depressivo.La combinazione di queste tre sostanze fornisce più energia, accelera il battito cardiaco e rende la persona un po' più eccitata. Domani sarà San Valentino,la festa degli innamorati,quindi perchè non tentare il vostro partner prendendolo per la gola?
E quale miglior ricetta di un sufflè al cuore di cioccolato fondente?
Ingredienti 50 g di cioccolato fondente, 150 g di burro,100 g di zucchero, 40 g di farina 00, 3-4 biscotti secchi sbriciolati finemente, 3 uova, 100 g di lamponi, zucchero a velo ,1 pizzico di sale.
Disponi il cioccolato sul tagliere e, partendo da uno spigolo, taglialo a scaglie con un coltello.
Disponilo nella ciotola o nel pentolino con 140 g di burro molto morbido tagliato a pezzi e lo zucchero. Immergi la ciotola o il pentolino all'interno della casseruola con acqua in leggera ebollizione e fai sciogliere gli ingredienti a bagnomaria, mescolando in continuazione.
Lascia intipepidire il cioccolato fuso, aggiungi le uova, 1 alla volta, 30 g di farina setacciata e un pizzico di sale. Mescola gli ingredienti con una spatola o con un cucchiaio di legno, in modo da ottenere un composto ben omogeneo. Imburra gli stampini con il burro rimasto e spolverizzali con pangrattato o con biscotti sbriciolati. Suddividi il composto di cioccolato negli stampini, aiutandoti con un mestolino. Coprili con un foglio di alluminio e mettili in freezer per 2 ore, in modo che il composto si congeli. Elimina l'alluminio, trasferisci gli stampini in forno già caldo a 220°C e cuoci per 15-16 minuti. Sforma subito i dolcetti nei piatti individuali e spolverizzali con poco zucchero a velo, fatto cadere attraverso un colino a maglie fitte. Suddividi nei piatti i lamponi lavati e asciugati e servi.
BUON APPETITO.
Mariapia Randazzo
mercoledì 6 febbraio 2013
Un' altra importante Mary! Mary Leakey
Oggi aprendo google ho notato l’immagine di copertina, detta doodle, che ritrae una donna mentre è al lavoro in uno scavo, allorché mi sono subito incuriosita e cliccando ho scoperto che oggi Google dedica la schermata di apertura ai 100 anni della nascita e delle scoperte di quella donna.
Lo sapevate che il primo cranio di ominide l’ha scoperto una donna???? Io, ad essere sincera, no!!!!!
Fu nel 1959 che Mary Douglas Nicol, meglio conosciuta come Mary Leakey, archeologa famosa, rinvenne con il marito in Africa un cranio ben conservato di Australopithecus boisei che chiamarono Zinyanthropus boisei, o più semplicemente "Ziny".
E' il più antico resto di ominide conosciuto all'epoca, risalente a un'età di un milione e ottocentomila anni fa. Mary Leakey nel corso dei suoi scavi scoprì anche diverse specie di animali tra cui alcuni resti fossili di un elefante, a metà degli anni Trenta a Swanscombe, nel Kent (Regno Unito),nello scavo di una serie di insediamenti primitivi.
Mary Leakey, archeologa e paleoantropologa britannica, nacque a Londra il 6 febbraio 1913, ha condotto parte della sua attività, al fianco del marito Louis Seymour Bazett Leakey e insieme diedero un contributo notevole per comprendere lo sviluppo dell’evoluzione umana in Africa.
Louis, anche egli paleontologo britannico di grande importanza nel Novecento,conobbe la moglie assumendola come illustratrice per uno dei suoi libri e tra i due nacque un rapporto di amicizia che si trasformò in qualcos’altro.
Andarono a vivere insieme, anche se il paleontologo era ancora sposato con un’altra donna, cosa che fece scandalo e che gli rovinò parte della carriera accademica. Ottenuto il divorzio nel 1936, si sposò con Mary che divenne Mary Leakey.
A partire dagli anni Sessanta, Mary Leakey divenne responsabile di alcuni scavi, cosa che la portò a lavorare con maggiore autonomia dal marito e questo le permise di perfezionare le sue ricerche antropologiche con uno spirito molto libero.
Tra la seconda metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, Mary Leakey condusse ricerche e studi a Laetoli, sempre in Tanzania, su una serie di impronte fossili di piedi di ominidi rimaste impresse su cenere vulcanica e ben conservate.
Dopo la morte del marito, Mary Leakey proseguì i propri studi e i lavori di ricerca sul campo per diversi anni.
Morì a 83 anni il 9 dicembre del 1996 a Nairobi, in Kenya.
Alessandra Santorino
Lo sapevate che il primo cranio di ominide l’ha scoperto una donna???? Io, ad essere sincera, no!!!!!
Fu nel 1959 che Mary Douglas Nicol, meglio conosciuta come Mary Leakey, archeologa famosa, rinvenne con il marito in Africa un cranio ben conservato di Australopithecus boisei che chiamarono Zinyanthropus boisei, o più semplicemente "Ziny".
E' il più antico resto di ominide conosciuto all'epoca, risalente a un'età di un milione e ottocentomila anni fa. Mary Leakey nel corso dei suoi scavi scoprì anche diverse specie di animali tra cui alcuni resti fossili di un elefante, a metà degli anni Trenta a Swanscombe, nel Kent (Regno Unito),nello scavo di una serie di insediamenti primitivi.
Mary Leakey, archeologa e paleoantropologa britannica, nacque a Londra il 6 febbraio 1913, ha condotto parte della sua attività, al fianco del marito Louis Seymour Bazett Leakey e insieme diedero un contributo notevole per comprendere lo sviluppo dell’evoluzione umana in Africa.
Louis, anche egli paleontologo britannico di grande importanza nel Novecento,conobbe la moglie assumendola come illustratrice per uno dei suoi libri e tra i due nacque un rapporto di amicizia che si trasformò in qualcos’altro.
Andarono a vivere insieme, anche se il paleontologo era ancora sposato con un’altra donna, cosa che fece scandalo e che gli rovinò parte della carriera accademica. Ottenuto il divorzio nel 1936, si sposò con Mary che divenne Mary Leakey.
A partire dagli anni Sessanta, Mary Leakey divenne responsabile di alcuni scavi, cosa che la portò a lavorare con maggiore autonomia dal marito e questo le permise di perfezionare le sue ricerche antropologiche con uno spirito molto libero.
Tra la seconda metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, Mary Leakey condusse ricerche e studi a Laetoli, sempre in Tanzania, su una serie di impronte fossili di piedi di ominidi rimaste impresse su cenere vulcanica e ben conservate.
Dopo la morte del marito, Mary Leakey proseguì i propri studi e i lavori di ricerca sul campo per diversi anni.
Morì a 83 anni il 9 dicembre del 1996 a Nairobi, in Kenya.
Alessandra Santorino
martedì 5 febbraio 2013
Programma Ass. Mary Astell Febbraio Maggio 2013
Sottoponiamo a Voi associati e a tutti coloro che volessero parteciparVi, le attività in programma per i prossimi mesi.
Con riserva di ampliare e perfezionare tale programma:
7 FEBBRAIO : Presentazione del Libro “Il corpo disabitato” di Sandro Vero presso la Sala Conferenze della Provincia, Via Malta ore 17.30. Sarà presente l’autore.
12 FEBBRAIO: Festa in maschera per i bambini stranieri (mauriziani e srilankesi) ore 16.30 presso le Suore dell'Ordine Salesiano Viale Ermocrate.
MARZO: Siracuriosando ci aspetta! (data e luogo in working progress)
23 MARZO: Seconda edizione di “Coloriamo la Pasqua”
7 APRILE: Conferenza a cura di medici e specialisti sulle medicine e terapie alternative, in occasione della giornata mondiale della salute. Fine MAGGIO: PREMIO MARY ASTELL
Il Direttivo
7 FEBBRAIO : Presentazione del Libro “Il corpo disabitato” di Sandro Vero presso la Sala Conferenze della Provincia, Via Malta ore 17.30. Sarà presente l’autore.
12 FEBBRAIO: Festa in maschera per i bambini stranieri (mauriziani e srilankesi) ore 16.30 presso le Suore dell'Ordine Salesiano Viale Ermocrate.
MARZO: Siracuriosando ci aspetta! (data e luogo in working progress)
23 MARZO: Seconda edizione di “Coloriamo la Pasqua”
7 APRILE: Conferenza a cura di medici e specialisti sulle medicine e terapie alternative, in occasione della giornata mondiale della salute. Fine MAGGIO: PREMIO MARY ASTELL
Il Direttivo
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